Si chiama Monobloc, monolitica, perché l’azione e la canna sono realizzate in un solo pezzo d’acciaio. Vengono lavorate con moderni centri a controllo numerico e finite con procedure che consentono la migliore rigatura del tubo e le lavorazioni fini che riguardano tradizionalmente il cuore meccanico di un’arma.
È una sfida tecnologica, non un semplice esercizio di stile, che ha importanti ripercussioni funzionali. Un’arma così realizzata è virtualmente priva di difetti che ne possono compromettere precisione, affidabilità e sicurezza. Si rinuncia alla possibilità della conversione di calibro, un’opzione apprezzata di questi tempi, ma si spinge verso la massima specializzazione dello strumento. Che non è mai uno sbaglio. E non è finita qui: la Steyr Arms Monobloc è infatti fornita di una calciatura molto raffinata, inevitabilmente in materiale polimerico. Permette la variazione di alcuni parametri funzionali e interventi di personalizzazione in grado di trasformarla secondo i più vari desideri dell’acquirente.
Il Sako A7 ha caratteristiche uniche che non sono disponibili in nessun altro fucile Sako o Tikka: la bascula in acciaio speciale è realizzata in due misure, S e M, e per conformarsi ai calibri disponibili, la carcassa è forata e filettata per le basi, l’otturatore ha tre alette di bloccaggio nella parte anteriore e un angolo di 70 gradi per il ciclismo veloce. Inoltre, ha un caricatore in polimero con labbra di alimentazione in acciaio integrali per consentire il caricamento dall’alto senza rimuovere il caricatore.